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28-01-010 Roxanne

Serata al roxanne divisa tra rock e acustico,sonorità poderose e sonorità più delicate. I gruppi presenti alla serata sono solo tre,e propongono circa un'ora di repertorio a testa.

Si inizia con i PlumProject, che dire, un progetto acustico molto interessante per questi tre ragazzi. La formazione è piuttosto insolita, formata da voce, chitarra acustica e percussioni. Tutti i brani proposti sono cover arrangiate in versione acustica in modo eccellente, basti vedere la “re invenzione” di “please don’t stop the music” di Rihanna per crederci. Le canzoni sono di nomi grossissimi,come Zucchero,Alanis Morrisette e Giorgia. Nonostante il ridotto numero di componenti il sound è molto pieno,grazie agli splendidi accordi di chitarra e alle percussioni sempre presenti e mai sovrastanti. Voce sicura e agile, che si muove per tutti i brani salendo e scendendo,a ndando in ogni direzione. La mobilità sul palco è ovviamente ridotta,c ome è logico che sia per un gruppo acustico. L’atmosfera diventa rilassata e tranquilla fin dalle prime note. Immagino che questo fosse lo scopo dei Plum Project. Buona prova di suoni,voce e arrangiamenti.

Secondi della serata i Syler, gruppo di ragazzi con formazione classica(voce, due chitarre, basso e batteria) che cambia decisamente le sonorità della serata, partendo con una cover dei Black Eyed Peas , una hit, "I gotta feeling” in una versione meno ballabile ma più rock. I brani e i suoni sono un mix tra rock,ska e qualche veloce escursione nel punk. Viene proposta un riadattamento del classico gospel “When the saint go marchin’ in” che secondo il sottoscritto perde il suo fascino in veste rock. La presenza scenica è buona,si muovono,saltano,girano,urlano. Solo la chitarra solista fa poco spettacolo durante i soli. Si citano i Ramones,con la solita “Biltzkrieg bop” che quasi tutti penso abbiamo suonato. La fine del concerto è una fuga negli anni ’50 in tutto e per tutto,dalla gestualità ai brani ,che vanno da “Tutti i frutti” alla finale (e inevitabile) “Johnny be good”. La voce è roca e adatta, quasi punk, ma andrebbe messa a punto più tecnica.

Chiudono la serata gli Juicy Shoes, sempre formazione standard con un bel suono rock. I brani sono tutti inediti composti da loro,quindi ancora più interessanti da ascoltare. Il gruppo si muove bene e si trova sul palco,dando prova di energia e passione. Il cantante ha buone doti vocali,con un timbro particolare,cavernoso,potente che ricorda la voce di Ozzy Osburne nel primo disco del Black Sabbath(ascoltare la title track). Oltretutto negli intermezzi tra un brano e l’altro gestisce bene il pubblico,dialogando senza strafare,dire cose a vanvera o lasciare spazi vuoti. Bellissimo il riff di chitarra,usando gli effetti come insegna la “scuola” fondata da Tom Morello dei RATM. Il finale dell’ultimo brano si lascia andare,diventando quasi un pezzo psichedelico, con uso di effetti libero e sonorità aperte,per una bella chiusura.

Federico Donandoni
StageAlive OC

Commenti

avatar elena
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grazie mille!!!!!elena-plum project
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